Felina pigrizia

Sotto il gigantesco piumino – tra il crepitio del fuoco vacillante – la donna gustava la sua felina pigrizia. Aveva chiuso nell’armadio ostile le rose e lettere con piogge di petali. Non ne poteva più di miele e romanticismo.

Guardò una nuvola grigia lacerata e con animalesca esultanza si portò il calice alle labbra brindando alla sua selvatica libertà. Rade frecce di pioggia battevano nel cielo lavato. Un’ombra sensibile passò davanti al vetro. Un ridicolo abbaglio.

Gonfió – soffiando – il velo verso l’ignoto.

( Immagine grafica di Eletta Senso )

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