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Ci vuole tatto

Immagine fotografica di L.

Detesto la volgarità. In tanti anni di scrittura ho letto di tutto e, naturalmente anche di erotismo. Anais Nin e i suoi diari, per esempio. L’erotismo non è pornografia. L’erotismo attiene più all’estetica. La pornografia attiene all’osceno.

Osceno significa fuori dalla scena, qui per chi scrive oscenità significa anche essere fuori dal contesto. In questa marea di testi di WordPress tutti noi scriviamo frammenti di vita. E, nella nostra vita, entra anche la sessualità e l’erotismo. Ci vuole grazia a raccontare la sessualità. Che rimane, comunque, cosa intima.

Ci vuole tatto e allusività. Far capire senza far vedere l’intero della scena. Piccoli tocchi e non l’esplicito.

Così come inorridisco davanti a errori ortografici, così non sopporto la volgarità nel linguaggio. Certi termini lasciamoli al linguaggio gergale.

Per questo non seguo blogger che scrivono senza rispettare l’uso corretto della punteggiatura e le regole ortografiche. Per questo non seguo blogger che scrivono volgarità.