Una finestra

Quest’anno al rifugio hanno messo due casette di legno. Uno scenario magnifico perché c’è il fondale lacustre.

Il colore del lago cambia ogni giorno perché riflette il cielo, così come cambia il nostro umore per l’influsso lunare. Io soffro di lunacy come penso altri. Anche se non so che c’è la luna piena lo avverto nei miei ululati notturni.

Dopo le bizze torna il sereno e il lago torna turchese con qualche pennellata di verde. Oggi hanno messo le trote perché domani c’è una sagra. Sul velo d’acqua stamattina c’erano cerchi concentrici che si accendevano quando arrivavano i siluri argentati.

Uno dei riti della mia estate è salire ogni mattina per fare colazione davanti al lago con la quinta delle casette. Questo comporta un percorso di mezz’ora con un piccolo salto di cento metri. Ricordo quattro anni fa: quando siamo venuti a vedere la casa ( e mai avrei pensato allora che sarebbe diventata la “mia casa” e non solo la casa di villeggiatura ), abbiamo cominciato a fare la mulattiera in salita e io l’ho trovata piuttosto “pesante”. Ora lo faccio quasi danzando.

Questo mi fa pensare a quanto sia importante l’esercizio e la perseveranza.

La disciplina e l’allenamento.

Potessi allenarmi con la medesima costanza – e con i medesimi progressi – nel disciplinare alcuni miei pessimi comportamenti…

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