Ho preso la penna

Questo ho trovato nelle prime pagine del libro di Recalcati: A libro aperto.

Sartre è ripreso anche nell’altro libro che sto leggendo, o meglio approfondendo: Jacques Lacan – desiderio godimento e soggettivazione – del medesimo autore.

Ci sono persone, come me e altre, che non possono fare a meno di leggere e scrivere. Il libro è un corpo erotico, un mare aperto, un coltello che ti apre. Un libro ti legge, un libro ti passa dentro, ti altera, ti modifica. Naturalmente non tutti i libri, che di ciarpame ce n’è tanto.

Ci sono libri, dice Recalcati, che ci hanno cambiato la vita, il nostro modo di porci nei confronti della vita e delle esperienze.

Una persona si legge attraverso i libri che legge. Ricordo una sera, in una delle case che ho abitato con una magnifica sala a volta di mattoni, un’amica venuta con suo marito per cena ha guardato le riviste che stavano nel ripiano del tavolino di cristallo, dicendo: – Vediamo cosa leggete.

Anche dalle riviste, dai magazine, si può intuire chi abbiamo davanti. Io, per esempio, ho una totale allergia a quelle di gossip con i VIP in copertina. Le detesto.

Entrando in una casa guardo la libreria. Guardo la polvere sui libri, la loro disposizione, le tracce di uso o mausoleo cimiteriale, la finzione del loro allineamento o la loro vitalità. I libri mi parlano del padrone.

Giorni fa, a casa di una amica che mi diceva: Noi leggiamo tanto, ho detto:

– Però non vedo traccia di libri.

Li abbiamo giù.

Non ho fatto la battuta: – Dove? In cantina?

C’è chi deve far sapere che legge come orpello. C’è chi legge e ha davvero la casa piena di libri consumati.

Mi viene sempre in mente la vicenda raccontata da Umberto Eco che rispondeva alla domanda dell’ospite esterrefatto dalla quantità di libri presenti in casa: cinquantamila volumi…

– Ma li ha letti tutti?

No,” gli dico, “quelli che ho già letto li tengo all’università, questi sono quelli che debbo leggere entro la settimana prossima.”

P.s.

Danniel Pennac: ” Non c’è dubbio che da sempre la letteratura ci insegna di noi stessi, individualmente e collettivamente. Che lo vogliamo o no, la cultura ci garantisce l’esistenza di uno sguardo lucido. A chi vuole i libri danno una chance di alzarsi sopra il gran bordello delle cose e tentare una lettura di ciò che altrimenti sarebbe illeggibile”.

Da Robinson – La Repubblica

17 Comments

  1. Leggo di tutto, senza preclusioni. In base all’umore e al momento. Ma con un unica clausola: se dopo venti pagine il libro non mi è entrato dentro, lo abbandono al suo destino senza rimpianti. Considero leggere un libro che non mi piace, che non sa parlarmi, un’inutile tortura oltre che un inutile spreco di tempo. C’è un mondo di libri lì fuori che aspetta di essere letto…
    Proprio un’opera di Sartre, La Nausea, ha cambiato la mia vita, aiutandomi a togliere veli che nemmeno sapevo di avere.

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  2. Ultimamente riesco a leggere poco.. ho un libro di quelli che ti attraversano dentro e ti fanno male, sul comodino, ma non ho mai il tempo o la lucidità mentale per andare avanti (anche perchè è in inglese, quindi devo essere ben presente a me stessa sennò vado in tilt!)… me ne rammarico

    Piace a 1 persona

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