Libertà

Quando mi chiedono cosa faccio, rispondo: scrivo e mi occupo di grafica. Quando mi chiedono cosa scrivo, difficilmente parlo dei libri pubblicati e dei blog. Quando mi chiedono il nome del mio blog non lo dico.
Generalmente non capiscono perché.
Se non sorvolo e gli interlocutori insistono rispondo: – Per una questione di libertà.

Non ho mai dato, tranne rarissime eccezioni di persone fidate, il nome del mio sito. Non so com’è per voi che scrivete in un blog, ma per me la libertà di scrittura viene sopra ogni cosa.
Essere un nome qualsiasi, non essere letta da conoscenti mi permette di scrivere quello che desidero, senza paletti limiti e confini.

Certo: perdo un sacco di persone che potrebbero seguirmi, potrei aumentare il mio pubblico. Questo è il prezzo che pago. Ma sono comunque paga di quelli che mi seguono in base a ciò che scrivo e comunico senza sapere chi realmente sono.

Ma lui ti legge?
Qualcuno mi ha chiesto. Sì, mi legge. Ma non perché io gliel’ho chiesto, anzi più volte ho sottolineato che non è corretto.
Diverso sarebbe in una coppia dove entrambi scrivessero. Allora la lettura dell’uno potrebbe essere di stimolo all’altro e viceversa.

Detesto le limitazioni.
Desidero essere libera di scrivere tutto quello che osservo: riguardi un paesaggio, un momento, una sensazione, una riflessione, dei comportamenti.

Se sapessi che Tizio Caio e Sempronio non aspettano altro che andare a vedere cosa scrivo di loro, come potrei essere libera di scrivere quello che penso senza censure?

Non mi interessano approvazioni ed applausi. Mi interessa scrivere perché così mastico la vita. Non posso fare a meno di annotare quel che vivo. Così come respiro.

C’è verità nella mia scrittura. Può piacere più o meno. Ma non c’è maschera schermo diaframma.

25 Comments

  1. Ti capisco,ma farti leggere anche da chi ti conosce a volte non è neanche tanto male.Vedi il sorriso nei loro occhi e possono capire che dietro l’idea che si sono fatti di te invece c’è un mondo intero oltre il pregiudizio, come per tutti noi 🙂

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  2. Spesso ho avuto voglia di creare un blog anonimo per poter scrivere in libertà. E di cose da dire ne avrei… Ma non so se riuscirei a gestirlo. Già ho poco tempo per questo. Paradossalmente pochissimi di coloro che mi conoscono realmente mi seguono e leggono.
    È un filo frustrante. Per fortuna ci siete voi, amati sconosciuti.

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    1. Infatti sono proprio due campi diversi. Dipende da come si inizia. Indietro non si può tornare. A meno, come giustamente scrivi tu, di creare un nuovo spazio parallelo. Buona giornata Walter 🐞😉

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  3. Completamente d’accordo con te, se mettessi nome e cognome nel mio blog non saprei più scrivere, per il poco che faccio.
    Non mi chiedere perché, qualcosa nel tuo post mi ha portato alla mente questa canzone in una mattina invernale di primavera. Buona vita.

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  4. Come te.. nessuno sa nemmeno dell’esistenza di questo blog ed ho usato un nick diverso dai miei abituali… è una stanza tutta mia… credo che tutti abbiamo bisogno di qualcosa che sia solo nostro

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      1. Anche per me. Nessuna ansia del giudizio. Io francamente me ne frego. Scrivo quello che mi passa nella testa. Se poi qualcuno vi trova qualcosa risonante bene, se no non importa. Ho visto blog con emerite cazzate e un sacco di visualizzazioni e commenti. Preferisco da sempre la qualità alla quantità. Per esempio comunicare con te stasera mi piace. Perché è “sotto la superficie dei like” 🐞😉

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  5. A parte due eccezioni di numero, l’amica che mi ha fatto conoscere wordpress e l’amica che mi legge da sempre, nessuno che mi conosca personalmente mi segue. All’inizio avevo cercato di fare pubblicità tra le mie conoscenze, ma dopo che uno mi chiese: “Perché, tu scrivi di politica?” -come dire che in un blog si può scrivere solo di politica- e dopo che cominciai a scrivere cose che preferivo non venissero lette dai famigliari, ho capito che l’anonimato era la libertà! A volte mio marito legge i miei scritti, ma, come ti raccontavo la volta scorsa, non è che sia un gran lettore! ☺

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    1. Meglio che tuo marito non sia un buon lettore. Ho cercato in tutti i modi di tenere l’anonimato in coppia, purtroppo la frequentazione assidua dà indizi per cui è sempre stato piuttosto facile trovarmi… Avrei preferito diversamente. Buona serata cara 🐞

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  6. Fai bene, la cosa più importante è creare con l’assetto che ci rendiamo conto essere quello che mette più a proprio agio!
    Io ho visto che al contrario mi sento davvero “libera” solo da quando uso il mio vero nome e cognome, dopo anni di pseudonimi!
    Ma anche perché immagino che in ben pochi possano cercarmi apposta xD
    Invece faccio come te su Facebook, dove non ho il mio nome intero ma soprattutto faccio la visitatrice silenziosa perché c’è troppa gente iscritta (e anche molti più ottusi), contatti “forzati” compresi, e non sono a mio agio a scriverci!

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