Kintsugi

Amarsi non è poi così difficile. Basta accorgersi che l’altro è l’unico che ami. Che non desideri perderlo. Nonostante il masso di Sisifo e le pietre. Nonostante i cocci. Che poi possiamo aggiustare come fanno i giapponesi con un filo d’oro. Nell’arte del kintsugi. Così le crepe risaltano e diventano non più ferite: ma segni grafici, estetici. Come certe rughe e cicatrici che raccontano la vita. Si ama quando si palpita. Non si ama quando si è morti, morti dentro prima della fine. Quando si desidera. Quando vedere l’altro ti dà un battito d’ali.

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