Ieri

Ieri, scendendo a valle, guardavo il panorama: incantevole. Le nuvole basse tagliavano il fianco dei monti coperti di boschi policromi. Tutti i colori erano bassi e densi: ocra, terra di Siena, arancione, rosso sangue di bue e rubino, con spruzzate di giallo canarino e limone. Una sinfonia di colori ben armonizzati. Il velo bianco delle nuvole spartiva in un sopra e sotto che aumentava la partitura di note e andamenti.

Ho riempito gli occhi di questa bellezza per la mezz’ora della discesa in Valle.

Poi dopo il viaggio in autostrada siamo entrati in città. E tutto, per me, era disarmonico e disordinato. Era finita l’estetica.

Naturalmente è il mio sguardo. So che c’è chi ama stare in città. A me non piace proprio: il traffico, il grigio cemento dominante, i palazzetti e palazzoni venuti su come funghi.

Non so chi ha proposto di non costruire più nel nostro Bel Paese, riutilizzando e ripristinando l’esistente. Sono pienamente d’accordo. Non abbiamo già riempito troppo, soffocando verde e fiumi?

Poi si corre ai ripari facendo giardini pensili come a Babilonia sui tetti e balconi dei grattacieli. Meglio che niente. Ma perché non salviamo i giardini e i campi invece di continuare a buttare cemento per inutili Centri Commerciali?

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