Luci guizzanti 

Piove. Luci guizzanti nelle nere pozzanghere.

Vado via dal rumore del fango zuppo di catrame. 

Vado via dal vento tagliente.

Torno quieta al mio segreto porto, al ritmico linguaggio delle gocce ticchettanti sul tetto pietroso; al dondolio erotico del tuono che scuote. 

Sto sola mentre precipita nel nulla il vetro della voce. 

L’uomo folle voleva afferrare le squame di lucertola. Con dita ghiacciate carezzare la guancia della luna nonostante la siderale distanza. Non ha abbracci un’immagine. Di algido metallo dorato la luce negli occhi.

Non desidero chincaglierie ai piedi. Voglio solo fuggire su un cavallo a dondolo. 

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