Auguri pasquali 

Cosa scrivevo l’anno scorso per Pasqua? Sono andata a vedere sull’altro mio blog. 

Ho riletto. Una persona giorni fa, qui commentando un mio testo, mi ha chiesto se sono “orientalista”. Ho risposto che mi sono interessata nel tempo anche alle discipline orientali, ma che ora ci tenevo a mantenere una “giusta distanza”. 

Ecco, rileggendo il post dell’anno scorso, non posso fare a meno di notare una mancata distanza. Troppo guru. Troppa illuminazione. Oggi non scriverei più così con questo “sguardo all’alto”, con questa ripetizione retorica “Auguro a tutti di… ”

Comunque, per correttezza, allego il testo dell’anno scorso. 

Eccolo:

_________

Se Pasqua è celebrazione di rinascita e resurrezione, 

auguro a tutti quelli che hanno occhi, ma non vedono: di vedere; 

a tutti coloro che hanno orecchi, ma non odono: di ascoltare; 

a tutti quelli che hanno labbra, ma non parlano: di comunicare; 

a tutti quelli che hanno cervello, ma non pensano: di sorgere alla consapevolezza; 

a tutti coloro che hanno mani, ma non toccano: di imparare ad apprezzare la geografia del corpo attraverso la carezza e il con-tatto; 

a tutti quelli che hanno il naso, ma non sentono i profumi: di poter assaporare il piacere olfattivo dei prati in fiore e dei capelli e della pelle dell’amata. 



Racconto sufi:

Nulla Nasrudin va dal medico.

– Dottore, ho un problema terribile!

– Ah, sì? Che cosa le è successo?

– Mia moglie parla nel sonno, ininterrottamente. E io non so cosa fare.

– Facilissimo: mi porti qui sua moglie, così la curo.

– Ma no, dottore. Non voglio che lei curi mia moglie. Voglio che curi me. Ogni notte lei dice cose sublimi, ma purtroppo io mi addormento. Mi dia una medicina che mi tenga sveglio per tutta la notte, così che io possa ascoltarla.


Auguro a tutti quelli che dormono che si sveglino e imparino ad ascoltare. 

__________

Naturalmente c’è del vero in quello che ho scritto. Quello che non mi piace, a distanza di un anno, è il tono un po’ saccente. 

Non è così? 

Sarà che, nella vita, ho dovuto mio malgrado imparare a prendere le distanze dagli ” illuminati”; troppa luce: spegnete, vi prego, la lampadina. 

4 Comments

  1. Ruotiamo intorno alle cose; a volte ci avviciniamo molto e a volte ne siamo lontani, soprattutto quando siamo nel dubbio o nella ricerca. E’ giusto essere critici con se stessi, ma solo per acquisire altre immagini di noi. Tu lo fai, ed è un dono! Auguri di buona Pasqua 🙂

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